Per un giornale indipendente
Come sapete frequento abitualmente un'edicola e nel tempo mi sono confrontato con i suoi clienti sulla qualità e gradimento dell'informazione.
Qualcuno, per spiegare la scomparsa della grande editoria stampata, accusa la prevalenza dei mezzi a distanza, come televisione e accesso internet, e il facile accesso a informazione gratuita; eppure il giornale classico, cartaceo o virtuale, ha dei punti di forza rispetto all'informazione digitale, che sono la completezza, la schematicità, la maneggiabilità e la autorevolezza. Ascoltando i clienti dell'edicola mi sono convinto che vi è ancora spazio per l'informazione scritta a pagamento, se si sfugge ai vizi che affliggono l'editoria contemporanea. Quali sono i difetti dell'informazione quotidiana che fanno in modo che la gente ne sia delusa e respinta? Che compri il quotidiano come una dolorosa abitudine? Problema della quantità dei contenuti Vizio: chi compra un quotidiano compra molte pagine di pubblicità, è possibile rinvenire nel giornale intere pagine di pubblicità che si alternano alle notizie. Che la pubblicità sia necessaria sul giornale è accettato dal consumatore, ma ha la convinzione che adesso i suoi soldi comprino solo un contenitore di pubblicità a cui sono inframmezzate pagine di notizie. Stessa cosa succede nell'editoria virtuale: in molti siti la pubblicità disturba il lettore, oltre al fenomeno dei pop-up che strappano l'attenzione dalla lettura, ci sono pubblicità inserite nel corpo dell'articolo e il lettore deve faticare per proseguire la lettura dei testi. Ho evidenziato in giallo lo spazio occupato in tre pagine di La Repubblica del 10 febbraio dalla pubblicità. Come si vede, occupa metà o più dello spazio disponibile. Se si misura lo spazio occupato dalle parole, sottraendo quello occupato dalle foto, il testo degli l'articoli rappresenta occupa un spazio minoritario nelle pagine.
Questo è ancora più vero quando al quotidiano vengono aggiunti gli inserti. Ci sono sia inserti a pagamento obbligatori, come Cook di LaRep e l'inserto Economia del Corsera, o Style, o gli inserti femminili del sabato o quelli letterari della domenica, Robinson e la Lettura, e inserti gratuiti come Green&Blue; è tutta roba che la gente spesso non vuole, ad esempio i signori soli non vogliono gli inserti femminili e non tutti vogliono quelli letterari, oppure "U", l'inserto sulla moda maschile. Nella situazione attuale il fenomeno degli inserti rifiutati o non letti riguarda la maggioranza dei compratori. Per l'editore sono tutti stipendi pagati in più per foraggiare un sistema intellettuale parassitario e sono debiti in più per abbattere le tasse del gruppo editoriale. Per i lettori sono una violenza e uno spreco dei loro soldi e di carta. Il lettore considera parte dei suoi soldi e tempo come persi, per acquistare spazi, pagine e contenuti che non vuole. Ciò che gli interessa è zavorrato da contenuti che gli sono venduti forzatamente per soddisfare i bisogni dell'editore piuttosto che i suoi. Paga per vedere pubblicità. Risposta: un giornale nuovo si sforza di mantenere un rapporto vantaggioso per i clienti abituali tra contenuti richiesti e contenuti non richiesti, come pubblicità e inserti. Il giornale contiene solo testi e rubriche essenziali alla propria missione: se è un quotidiano contiene notizie e approfondimenti, se è una rivista contiene rubriche divise per argomento. Non sono pubblicati argomenti non essenziali all'offerta di progetto. Problema della qualità sostanziale dei contenuti: mancanza di veridicità, completezza, neutralità Vizio: le persone comprano un quotidiano per trovare notizie e, parzialmente, opinioni. Risposta: risponderebbe a una diffusa domanda da parte del pubblico l'edizione di un giornale che dividesse nettamente le notizie dalle opinioni, che fornisse le informazioni su un fatto complete, vere e neutrali con, eventualmente, un commento successivo e l'opinione politica sempre sotto forma di dichiarazione, dando spazio a opinioni diverse con un equilibrio che sia dichiarato. Le parti di opinione e commento politico sull'attualità o, in ipotesi, vita di partito in un giornale politico, andrebbero divise dalle notizie in rubriche separate. Le opinioni tra parti avverse riportate nel rispetto dell'intelligenza del lettore. L'offerta di notizie come tali permetterebbe a un giornale nuovo di offrire un prodotto appetibile al pubblico più ampio di coloro che vogliono solo le notizie e non sono interessate alle opinioni. Problema della qualità formale dei contenutiVizio: i giornali sono pieni di errori, non solo nel corpo del testo, anche nei titoli. Nei testi si trovano errori elementari di concordanza, di ortografia e di sintassi. Questo dipende dall'eliminazione delle figure di correzione di bozze e dal lavoro al massimo risparmio e massimo sfruttamento dei giornalisti che li rende sciatti e disillusi; il disprezzo per il loro stesso lavoro è l'unica spiegazione per l'apparizione di errori che possono essere eliminati con il ricorso al correttore di bozze automatico del programma di scrittura. Il programma che io uso per queste pagine, che è un elaboratore HTML, esso stesso mi segnala molti errori. Quindi gli errori non sono errori: è sfregio del lettore, che non merita neanche i più piccoli sforzi per curare la forma del testo. Risposta: vanno eseguiti i controlli ortografici e cura anche minima della qualità dei testi come dimostrazione di rispetto per il proprio lavoro e per i lettori. Ricorso a un vocabolario formalizzato che guardi alla corretta e completa informazione con il solo riferimento alla legge e non a "codici" di scrittura di parte come la Carta di Roma. Creazione di uno stile linguistico caratteristico e di buon livello. Per chi volesse vedere con i suoi occhi i livelli scandaloso della qualità dei testi, pubblico in coda una galleria di "orrori". Riassunto Chi scrive ritiene che vi sia lo spazio per un'azienda editoriale che pubblichi un quotidiano che si concentri sull'informazione come prodotto principale, informazione completa, neutrale, vera, riportata con cura della qualità dei contenuti, sia dal punto di vista formale che da quello sostanziale. IN tale giornale l'opportunità di fornire le opinioni di parte, anche politiche, viene poi sfruttata con chiarezza e rispetto del lettore.
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