ROTTA FUTURA

Per un giornale indipendente

Come sapete frequento abitualmente un'edicola e nel tempo mi sono confrontato con i suoi clienti sulla qualità e gradimento dell'informazione.
Assisto ai segni quotidiani della crisi della carta stampata e dell'informazione tradizionale: è profondissima. Attraverso il tempo i principali quotidiani, La Repubblica e Il Corriere della Sera, sono passati da essere il principale veicolo di informazione a essere solo uno dei metodi per informarsi, ormai adottato da una minoranza di persone; numericamente i lettori sono in costante calo da decenni: La Repubblica, che ai tempi d'oro stampava quasi un milione di copie, adesso diffonde solo 80.000 esemplari cartacei. I giornali stanno per sparire, chi li compra lo fa per triste abitudine: sembrerebbe impossibile pensare di aprire un giornale, anche su web.

 

Questo è l'andamento delle vendite di sette principali quotidiani d'informazione. Vendite cartaceo + digitale, che è comunque maggiore di quanto realmente venduto e consumato.

Il periodo è da dicembre 2019 a dicembre 2024, un quinquennio in cui ho scavalcato statisticamente il periodo pandemia e inizio guerra in Ucraina - i dati presi in considerazione sono solo quelli 2019, 2022, 2023, 2024.

Come si vede La Repubblica ha perso un terzo dei lettori in cinque anni. La Stampa due lettori su cinque. Il Messaggero uno su tre.

Unico quotidiano in controtendenza, il Fatto quotidiano. Non approfondiremo in questo articolo i motivi del successo del Fatto e per i quali non possiamo fare un giornale simile alla nave pirata di Travaglio.

  

Queste sono delle curve di tendenza costruite sui dati precedenti.

Le curve in caduta sarebbero ancora più marcate se si considerasse solo il cartaceo; ad esempio i Sole 24 Ore ormai vende molte, molte più copie digitali che cartacee. Dal 2009 i lettori di primi sei quotidiani in discussione sono passati da 1.900.000 a 300.000, il 15,7%, un sesto; cinque lettori su sei persi in 15 anni, con questa progressione in teoria nessuno leggerà il giornale cartaceo tra tre anni.

La lettura digitale in abbonamento indebolisce la penetrazione dell'informazione nel corpo sociale. Nella lettura digitale vi è una maggiore tendenza a leggere solo i contenuti d'interesse e si perde la possibilità di fare informazione di curiosità. Chi fosse interessato alla lettura per un avvenimento o una situazione contingente trova più facile comprare il giornale cartaceo occasionalmente, piuttosto che comprare la copia digitale e certo non fa un abbonamento, cosa tanto più vera se si considerano le seccature e difficoltà che si hanno a disdirli.
Infine è legittima l'ipotesi che gli abbonamenti siano fatti in gran parte da professionisti dell'informazione, come gli addetti stampa, che prendono i giornali, fanno una selezione e presentano una rassegna con solo alcune notizie che viene consegnata a chi li ha incaricati, che spesso neanche la leggono tutta; questo tipo di informazione ha due difetti, da una parte non raggiunge il pubblico generale, cioè non svolge la parte dell'informazione pubblica, e in secondo luogo veicola le notizie verso le classi dominanti, che usano così i giornali per comunicare tra loro e ripetendo le idee delle classi dirigenti, abbattendo la funzione di dibattito e investigazione che sarebbe compito dei giornali.
Gli abbonamenti trasformano il mezzo di informazione in ripetitore di veline.

Qualcuno, per spiegare la scomparsa della grande editoria stampata, accusa la prevalenza dei mezzi a distanza, come televisione e accesso internet, e il facile accesso a informazione gratuita; eppure il giornale classico, cartaceo o virtuale, ha dei punti di forza rispetto all'informazione digitale, che sono la completezza, la schematicità, la maneggiabilità e la autorevolezza. Ascoltando i clienti dell'edicola mi sono convinto che vi è ancora spazio per l'informazione scritta a pagamento, se si sfugge ai vizi che affliggono l'editoria contemporanea.

Quali sono i difetti dell'informazione quotidiana che fanno in modo che la gente ne sia delusa e respinta? Che compri il quotidiano come una dolorosa abitudine?

Problema della quantità dei contenuti

Vizio: chi compra un quotidiano compra molte pagine di pubblicità, è possibile rinvenire nel giornale intere pagine di pubblicità che si alternano alle notizie. Che la pubblicità sia necessaria sul giornale è accettato dal consumatore, ma ha la convinzione che adesso i suoi soldi comprino solo un contenitore di pubblicità a cui sono inframmezzate pagine di notizie. Stessa cosa succede nell'editoria virtuale: in molti siti la pubblicità disturba il lettore, oltre al fenomeno dei pop-up che strappano l'attenzione dalla lettura, ci sono pubblicità inserite nel corpo dell'articolo e il lettore deve faticare per proseguire la lettura dei testi.

Ho evidenziato in giallo lo spazio occupato in tre pagine di La Repubblica del 10 febbraio dalla pubblicità. Come si vede, occupa metà o più dello spazio disponibile. Se si misura lo spazio occupato dalle parole, sottraendo quello occupato dalle foto, il testo degli l'articoli rappresenta occupa un spazio minoritario nelle pagine.  

Questo è ancora più vero quando al quotidiano vengono aggiunti gli inserti. Ci sono sia inserti a pagamento obbligatori, come Cook di LaRep e l'inserto Economia del Corsera, o Style, o gli inserti femminili del sabato o quelli letterari della domenica, Robinson e la Lettura, e inserti gratuiti come Green&Blue; è tutta roba che la gente spesso non vuole, ad esempio i signori soli non vogliono gli inserti femminili e non tutti vogliono quelli letterari, oppure "U", l'inserto sulla moda maschile. Nella situazione attuale il fenomeno degli inserti rifiutati o non letti riguarda la maggioranza dei compratori. Per l'editore sono tutti stipendi pagati in più per foraggiare un sistema intellettuale parassitario e sono debiti in più per abbattere le tasse del gruppo editoriale. Per i lettori sono una violenza e uno spreco dei loro soldi e di carta.

Il lettore considera parte dei suoi soldi e tempo come persi, per acquistare spazi, pagine e contenuti che non vuole. Ciò che gli interessa è zavorrato da contenuti che gli sono venduti forzatamente per soddisfare i bisogni dell'editore piuttosto che i suoi. Paga per vedere pubblicità.

Risposta: un giornale nuovo si sforza di mantenere un rapporto vantaggioso per i clienti abituali tra contenuti richiesti e contenuti non richiesti, come pubblicità e inserti.
La quantità di pubblicità deve essere rispettosa delle attese del lettore consumatore medio. La persona che viene a leggere impegna il suo tempo per leggere notizie e può accettare che gli si fornisca anche pubblicità, ma senza rubargli più il tempo di quanto possa accettare.
La pubblicità deve essere posizionata sui lati e in testa agli articoli. da respingere la pubblicità invadente come quella dei pop up o nel corpo degli articoli.

Il giornale contiene solo testi e rubriche essenziali alla propria missione: se è un quotidiano contiene notizie e approfondimenti, se è una rivista contiene rubriche divise per argomento. Non sono pubblicati argomenti non essenziali all'offerta di progetto.

Problema della qualità sostanziale dei contenuti: mancanza di veridicità, completezza, neutralità

Vizio: le persone comprano un quotidiano per trovare notizie e, parzialmente, opinioni.
Se comprano un giornale di partito vi trovano le opinioni del partito sulle notizie; se comprano un quotidiano di area politica, per esempio Libero, Verità, Giornale per l'area di destra liberale e Fatto Quotidiano o Domani per l'area di sinistra liberale, trovano le notizie trattate come opinioni di parte; se comprano un grande quotidiano come Messaggero, Corriere della Sera, Repubblica, Tempo leggono le notizie presentate in base all'opinione dell'editore.
I giornali di oggi non comunicano quasi più notizie di fatti, ma prevalentemente opinioni sui fatti. Le persone si son accorte di questo difetto attraverso la panedemia e con la guerra in Ucraina e in Palestina.
Non è più possibile avere notizie con un ragionevole rispetto dei principi basilari dell'informazione: veridicità, completezza, neutralità.

Risposta: risponderebbe a una diffusa domanda da parte del pubblico l'edizione di un giornale che dividesse nettamente le notizie dalle opinioni, che fornisse le informazioni su un fatto complete, vere e neutrali con, eventualmente, un commento successivo e l'opinione politica sempre sotto forma di dichiarazione, dando spazio a opinioni diverse con un equilibrio che sia dichiarato. Le parti di opinione e commento politico sull'attualità o, in ipotesi, vita di partito in un giornale politico, andrebbero divise dalle notizie in rubriche separate. Le opinioni tra parti avverse riportate nel rispetto dell'intelligenza del lettore.

L'offerta di notizie come tali permetterebbe a un giornale nuovo di offrire un prodotto appetibile al pubblico più ampio di coloro che vogliono solo le notizie e non sono interessate alle opinioni.  

Problema della qualità formale dei contenuti

Vizio: i giornali sono pieni di errori, non solo nel corpo del testo, anche nei titoli. Nei testi si trovano errori elementari di concordanza, di ortografia e di sintassi. Questo dipende dall'eliminazione delle figure di correzione di bozze e dal lavoro al massimo risparmio e massimo sfruttamento dei giornalisti che li rende sciatti e disillusi; il disprezzo per il loro stesso lavoro è l'unica spiegazione per l'apparizione di errori che possono essere eliminati con il ricorso al correttore di bozze automatico del programma di scrittura. Il programma che io uso per queste pagine, che è un elaboratore HTML, esso stesso mi segnala molti errori. Quindi gli errori non sono errori: è sfregio del lettore, che non merita neanche i più piccoli sforzi per curare la forma del testo.
L'indifferenza alla qualità degli articoli risulta anche dall'impaginazione, dalla ripetizione dei concetti, dalla censura di aspetti importanti della notizia.

Risposta: vanno eseguiti i controlli ortografici e cura anche minima della qualità dei testi come dimostrazione di rispetto per il proprio lavoro e per i lettori. Ricorso a un vocabolario formalizzato che guardi alla corretta e completa informazione con il solo riferimento alla legge e non a "codici" di scrittura di parte come la Carta di Roma. Creazione di uno stile linguistico caratteristico e di buon livello.

Per chi volesse vedere con i suoi occhi i livelli scandaloso della qualità dei testi, pubblico in coda una galleria di "orrori". 

Riassunto

Chi scrive ritiene che vi sia lo spazio per un'azienda editoriale che pubblichi un quotidiano che si concentri sull'informazione come prodotto principale, informazione completa, neutrale, vera, riportata con cura della qualità dei contenuti, sia dal punto di vista formale che da quello sostanziale. IN tale giornale l'opportunità di fornire le opinioni di parte, anche politiche, viene poi sfruttata con chiarezza e rispetto del lettore. 

Galleria dell'orrore

A beneficio di chi non legge i giornali e non è convinto del livello sconcertante di trash, errori nei titoli e nel corpo degli articoli, confusione mentale e refusi a raffica, pubblico per diletto una galeria di immagini a sostegno. Non ho ritenuto di specificare colpevoli e date, è un fenomeno diffuso.