ROTTA FUTURA

INDIPENDENZA!

INDIPENDENZA - Antifascismo, 2024

2024, vandali contro la memoria di una ragazza massacrata 80 anni fa da odio #partigiani. Questo è #antifascismo: vivere di odio e faziosità, ribadirli, rivendicare stupri assassinii genocidi. #Barbero #anpi vogliono che chiunque abbracci l'antifascismo. Anche se tutti... noi no.

INDIPENDENZA - Antifascismo, 2024

Alessandro #Barbero ci ha spiegato che se uno ha problemi a dirsi #antifascista allora è #fascista. #antifascismo è anche questo: andare nel 2024 a imbrattare la cappella di un sacrario che esiste da sessanta anni per odio #comunismo #antifascista. Ho moltissimi problemi.

Analisi del "Guerrilla gardening".

 

Questo articolo prende come spunto la lettura di:

Trasi M., Zabiello A., Guerrilla gardening. Manuale di giardinaggio e resistenza contro il degrado urbano, 2009.

Sul tema esistono anche:

Seneghini F. Falce e rastrello. La rivoluzione verde del Guerrilla gardening. Storie di resistenza al degrado urbano. Stampa Alternativa, 2012

Reynolds R. Guerrilla gardening. Manifesto di floricoltura militante, Ultra, 2015

 

il Guerrilla gardening
(giardinaggio guerrigliero)

Dove e quando
La storia delle attività di coltivazione organizzate e opposte alle pretese del potere è antica e riguarda propriamente la campagna. Il guerrilla gardening è rivolto agli spazi urbani. Le notizie di iniziative di giardinaggio abusivo e motivato politicamente risalgono sembra agli anni Settanta a New York. Il giardinaggio urbano abusivo si è saldamente impiantato nel 1999 a Manchester (Regno unito, 1999: Leaf Street: Radical gardening in the city) e presentato in Italia in più fasi.
Gli autori del libro sostengono di essersi dati alla "guerriglia" fina dal 2004. Se ne è molto parlato nel periodo tra il 2009 e il 2014.

Read more: Analisi del "Guerrilla...

Leggi indipendenti - sullo Ius soli: la naturalizzazione facilitata.

 

Ius soli: ho letto in questi primi giorni di settembre le affermazioni di Vannacci sulla possibile privazione della cittadinanza per chi si macchia di delitti dopo essere stato naturalizzato. Credo che quello della cittadinanza condizionata dai comportamenti sia un concetto scivoloso per i diritti. È discriminatorio rispetto ai comportamenti dei cittadini per nascita, i quali perdono la cittadinanza solo in casi particolarissimi di arruolamento o assunzione agli ordini di Stati esteri e con la dichiarata contrarietà della legge. Ammetto che sarebbe comodo e simpatico, in verità, poter prendere quegli italiani che si macchiano di delitti gravissimi, come capi mafiosi e grandi spacciatori, spogliarli della cittadinanza e paracadutarli in qualche giungla. Poca l'utilità della spoliazione della cittadinanza acquisita per i manigoldi, visto che si applicherebbe come provvedimento accessorio di pena, successivo al verificarsi del crimine. Il problema nella concessione della cittadinanza è il non darla ai gaglioffi, piuttosto che andargliela a togliere dopo il crimine.
Per completezza ricordo che la Costituzione vieta di privare il cittadino della cittadinanza. «Per motivi politici», certo, una dizione che però è chiara solo apparentemente: come si può impedire che un motivo politico non venga definito come penale, «per il bene dell'Italia», come disse Giuseppe Conte sospendendo i diritti civili nel marzo del 2020? La privazione della cittadinanza confina con la proscrizione, andrebbe tenuta lontana dalla pratica giuridica il più possibile e dunque la ritengo inammissibile in proposte di modifica della legge sulla cittadinanza.

Read more: Leggi indipendenti - sullo Ius...